Tuvalu, il paese che affoga ma sopravvive grazie a due lettere: .tv
Un arcipelago del Pacifico rischia di scomparire per il cambiamento climatico, ma guadagna dieci milioni di dollari l'anno grazie al dominio internet .tv. Una storia straordinaria di ingegno e sopravvivenza digitale.

C'è un'immagine che ha fatto il giro del mondo negli ultimi anni: il primo ministro di Tuvalu che tiene un discorso con i piedi immersi nell'acqua dell'oceano, la cravatta al vento, il tono solenne di chi sa di stare parlando di qualcosa di irreversibile. Quella scena non era una metafora. Era una dichiarazione politica concreta, un grido di aiuto lanciato alla comunità internazionale da uno dei paesi più piccoli, più lontani e più vulnerabili del pianeta. Eppure, dietro quella fragilità estrema, si nasconde una delle storie più sorprendenti della modernità: Tuvalu sta sopravvivendo grazie a due lettere. Punto. TV.
Tuvalu è un arcipelago di nove atolli corallini dispersi nell'Oceano Pacifico, a metà strada tra le Hawaii e l'Australia, con una popolazione di circa undicimila abitanti e un territorio che non supera i ventisei chilometri quadrati. Non ha petrolio, non ha un'industria manifatturiera, non ha un turismo sviluppato. Il suo punto più alto sul livello del mare sfiora appena i cinque metri, e secondo le proiezioni del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, l'IPCC, entro la fine del secolo buona parte delle sue terre potrebbe essere sommersa in modo permanente dall'innalzamento degli oceani. È il candidato numero uno alla categoria dei paesi che potrebbero scomparire fisicamente dalla mappa del mondo.
Ma torniamo agli anni Novanta, quando internet era ancora un territorio inesplorato, caotico e pieno di opportunità. Nel 1995, l'organismo internazionale IANA, l'Internet Assigned Numbers Authority, assegnò a ogni paese del mondo un dominio di primo livello basato sul codice ISO a due lettere: l'Italia ottenne il .it, la Germania il .de, la Spagna il .es. Tuvalu, per una coincidenza che di casuale ha ben poco nella sua fortuna successiva, ricevette il .tv. All'epoca sembrava un dettaglio amministrativo come un altro. Nessuno immaginava cosa sarebbe successo dopo.
Nel 2000, il governo di Tuvalu siglò un accordo con la società americana dotTV, cedendo i diritti di gestione e commercializzazione del dominio .tv per cinquanta milioni di dollari in dodici anni. Televisioni, emittenti satellitari, piattaforme digitali e aziende di streaming da tutto il mondo iniziarono ad acquistare indirizzi con quella desinenza, attratte dal richiamo simbolico immediato alla televisione. Tra i clienti illustri figurano Twitch, il gigante dell'intrattenimento live di proprietà di Amazon, e l'Eurovision Song Contest. Oggi il dominio .tv genera per Tuvalu circa dieci milioni di dollari l'anno, una cifra che rappresenta tra il dieci e il dodici per cento dell'intero prodotto interno lordo nazionale, secondo i dati della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale.
Quei proventi hanno finanziato qualcosa di impensabile per un paese così piccolo e isolato: l'ingresso di Tuvalu nelle Nazioni Unite nel 2000, servizi pubblici essenziali, infrastrutture e piani di adattamento climatico. Il governo ha anche avviato un progetto visionario chiamato Digital Nation, che punta a preservare l'identità culturale e la sovranità giuridica di Tuvalu nello spazio digitale, anche nell'eventualità che la terra fisica venga inghiottita dal mare. Un paese che esiste online, con leggi riconosciute, archivi culturali e una comunità connessa, anche se l'atollo dovesse sparire sotto le onde.
C'è qualcosa di profondamente contemporaneo in questa storia. In un'epoca in cui si discute di intelligenza artificiale, di metaverso e di identità digitali, Tuvalu ha già capito una cosa che molti stati molto più grandi e potenti ancora non hanno metabolizzato: nel ventunesimo secolo, esistere digitalmente è esistere. Non è una consolazione. È una strategia di sopravvivenza. E forse, in un mondo sempre più smaterializzato, quella strategia vale quanto qualsiasi risorsa naturale.
Due lettere. Un dominio. Un paese intero che ci costruisce sopra il proprio futuro.
Fonti: IPCC Sixth Assessment Report (2021-2022); World Bank Data, Tuvalu Country Profile; IMF Article IV Consultation, Tuvalu; IANA ccTLD Database; dotTV licensing agreement documentation; Nazioni Unite, elenco stati membri.