SpaceX si prepara al trampolino di lancio per la IPO
La tecnologia di lancio riutilizzabile sviluppata da SpaceX ha rivoluzionato l’economia dell’accesso allo spazio, aprendo nuovi mercati e anticipando alcuni dei temi di investimento più rilevanti di oggi.

Oggi, la maggior parte degli investitori guarda a SpaceX vedendo una potenziale IPO e una valutazione destinata a renderla una delle aziende più grandi al mondo.
Quando abbiamo iniziato ad analizzarla oltre un decennio fa, ci trovavamo invece di fronte a un’impresa in una fase molto più iniziale del suo sviluppo, il cui potenziale di lungo periodo era decisamente meno evidente.
Starlink non esisteva ancora. L’azienda era principalmente focalizzata sui razzi riutilizzabili e sui lanci cargo, e molti investitori la consideravano semplicemente una società aerospaziale con grandi ambizioni.
Ciò che attirava il nostro interesse era una prospettiva più ampia: la possibilità che una drastica riduzione dei costi di accesso allo spazio potesse trasformare radicalmente l’economia di molteplici settori.
Se i costi di lancio fossero diminuiti in modo significativo, questa nuova struttura di costi più contenuti avrebbe potuto sbloccare modelli di business completamente nuovi, costruiti su tale infrastruttura — dalle comunicazioni e tecnologie per la difesa, fino alle infrastrutture dei dati e all’intelligenza artificiale.
È proprio questa visione che ha portato Franklin Venture Partners (il team di venture investing integrato in Franklin Equity) ad avviare il dialogo con SpaceX oltre dieci anni fa.
Seguire l’innovazione fin dalle fasi iniziali può cambiare il modo in cui gli investitori guardano al futuro
Una delle idee più diffuse — ma fuorvianti — sugli investimenti nel mercato privato è che il vero vantaggio risieda nell’accesso. Dal nostro punto di vista, il reale valore sta invece nella capacità di costruire una convinzione solida nel tempo.
Franklin Venture Partners opera in stretta sinergia con il team azionario di Franklin Equity nei mercati pubblici, consentendo una condivisione continua di analisi, accesso al management e ricerca tematica tra pubblico e privato. Questa collaborazione ci permette di seguire da vicino le aziende nelle prime fasi di crescita, prima che diventino realtà quotate ampiamente comprese dal mercato.
Nel caso di SpaceX, il nostro lavoro ha incluso l’analisi del miglioramento della frequenza dei lanci, dei vantaggi di scala nella produzione, dell’economia dell’infrastruttura di comunicazione e della sostenibilità del vantaggio tecnologico della società nel corso della sua evoluzione.
Il nostro team di ricerca fondamentale analizza centinaia di aziende private, investendo però solo in una selezione molto ristretta, dove riteniamo che opportunità di mercato, capacità esecutiva e posizionamento competitivo di lungo periodo siano realmente distintivi.
Abbiamo dedicato anni allo studio di SpaceX prima di investire nel 2022. Volevamo verificare se la tecnologia di lancio riutilizzabile fosse in grado di migliorare in modo consistente l’economia operativa, se Starlink potesse affermarsi come piattaforma di comunicazione solida e se i vantaggi ingegneristici e produttivi dell’azienda fossero destinati ad ampliarsi nel tempo.
Osservare queste dinamiche e vedere emergere le risposte è stato fondamentale per rafforzare la nostra convinzione.
Seguire SpaceX in questo percorso ha influenzato profondamente il nostro modo di analizzare settori ben oltre l’ambito spaziale. Uno degli aspetti più preziosi nel monitorare precocemente le aziende private è infatti la possibilità di intuire la direzione dell’innovazione prima che questi cambiamenti diventino evidenti al mercato nel suo complesso.
Starlink ha ampliato la tesi di investimento ben oltre l’ambito aerospaziale
Oggi SpaceX si colloca all’intersezione tra infrastrutture di comunicazione, tecnologie per la difesa, intelligenza artificiale, trasporti e connettività dei dati.
Questo è anche ciò che rende l’azienda difficile da confrontare con le realtà quotate tradizionali: mentre la maggior parte delle imprese rientra chiaramente in specifici settori, SpaceX sfugge sempre più a queste classificazioni.
Il suo vantaggio di scala nella tecnologia di lancio, unito alla posizione di first mover nelle comunicazioni satellitari, potrebbe tradursi in un posizionamento competitivo sempre più difficile da replicare.
A seguito dell’acquisizione dello spectrum di EchoStar, l’espansione nei servizi di telecomunicazione direct-to-cell potrebbe inoltre portare l’azienda a competere più direttamente con gli operatori di rete terrestri.
Allo stesso tempo, la capacità di lancio e la scala produttiva di SpaceX potrebbero in futuro abilitare nuove opportunità infrastrutturali, tra cui sistemi di elaborazione dati nello spazio, alimentati da abbondante energia solare e raffreddamento naturale.
Se tutte queste prospettive si concretizzeranno pienamente resta ancora da vedere. Tuttavia, a nostro avviso, il mercato potrebbe continuare a sottostimare il numero di settori che SpaceX è destinata a influenzare.
SpaceX potrebbe essere una delle prime vere piattaforme multisettoriali
Alla scala potenziale che potrebbe raggiungere, SpaceX ha tutte le caratteristiche per approdare sui mercati pubblici come una delle aziende più grandi e strategicamente rilevanti al mondo.
A nostro avviso, questo riflette un cambiamento più ampio in atto nei mercati dei capitali.
Negli ultimi due decenni, molte delle principali società ad alta crescita sono rimaste private per periodi significativamente più lunghi, consentendo che una quota sempre maggiore del valore creato si sviluppasse prima dell’accesso degli investitori nei mercati pubblici.
Questa evoluzione ha aumentato in modo sostanziale il ruolo degli investimenti selettivi nei mercati privati all’interno di strategie orientate alla crescita di lungo periodo.
SpaceX rappresenta però anche qualcosa di più ampio: un’evoluzione nel concetto stesso di leadership di mercato.
Storicamente, le aziende più grandi al mondo dominavano un singolo livello dell’economia — software, energia, sistemi finanziari o piattaforme consumer.
Realtà come SpaceX sembrano invece incarnare un modello completamente diverso: imprese in grado di integrare infrastrutture, connettività, intelligenza, difesa e rilevanza strategica a livello globale.
Se raggiungerà la scala ipotizzata, SpaceX potrà quindi affermarsi nei mercati pubblici come una delle aziende più grandi e strategicamente più importanti al mondo.
La big picture
Per noi, la storia di SpaceX va ben oltre una singola azienda: riguarda l’evoluzione stessa del modo di investire.
Alcune delle società destinate a plasmare il prossimo decennio potrebbero non rientrare nelle tradizionali classificazioni settoriali, né diventare accessibili ai mercati pubblici nelle fasi iniziali del loro percorso di crescita. Per questo riteniamo sempre più strategico combinare accesso ai mercati privati, ricerca fondamentale di lungo periodo e un’approfondita conoscenza industriale.
Il nostro obiettivo è comprendere in anticipo la direzione in cui si muovono mercati e industrie nel prossimo decennio, costruendo una solida convinzione prima che questi cambiamenti diventino evidenti al mercato nel suo complesso.
Come investitori, il nostro ruolo non è solo valutare le opportunità, ma anche i rischi. Continuiamo a monitorare la capacità di SpaceX di operare con successo in business complessi e diversificati, adattarsi a contesti regolatori in evoluzione, sostenere iniziative di crescita ad alta intensità di capitale e gestire una crescente esposizione a dinamiche geopolitiche e di sicurezza nazionale. Allo stesso tempo, analizziamo come potranno evolvere concorrenza e valutazioni, man mano che aumentano le ambizioni dell’azienda e le aspettative del mercato.
SpaceX rappresenta un esempio concreto di come l’innovazione dirompente possa trasformare interi settori, ampliare i mercati e generare opportunità non immediatamente evidenti. Individuare questi cambiamenti in anticipo — e sviluppare una forte convinzione prima che emergano come consenso — è al centro del nostro approccio d’investimento. SpaceX è stata una di queste opportunità.
A cura di Grant Bowers, Portfolio Manager e James Cross, Co-Head of Private Investing di Franklin Equity