L'alba degli agenti AI: il lavoro che verrà
Gli annunci di lavoro con competenze AI sono cresciuti del 93% in un anno. Intesa Sanpaolo, UniCredit e PwC cercano già esperti di AI agentiva. Chi si muove oggi arriva primo.

Nel mondo del lavoro qualcosa si sta muovendo con una velocità che pochi avevano previsto, e i numeri parlano chiaro. Secondo l'Osservatorio del Politecnico di Milano, in soli dodici mesi gli annunci di lavoro che richiedono competenze di intelligenza artificiale sono cresciuti del 93%. Non è una proiezione, non è una stima ottimistica: è un dato certificato, concreto, che racconta meglio di qualsiasi analisi ciò che sta accadendo nel tessuto produttivo italiano ed europeo. E la direzione è inequivocabile: le aziende non cercano più genericamente chi "conosce l'AI". Cercano chi sa gestire gli agenti di intelligenza artificiale.
Gli agenti AI, per chi non li conosce ancora, sono sistemi autonomi capaci di pianificare, eseguire e coordinare attività complesse senza bisogno di un intervento umano passo dopo passo. Non si tratta di chatbot evoluti: si tratta di entità digitali che possono gestire processi, prendere decisioni operative e interagire con altri sistemi in modo fluido. E le grandi organizzazioni italiane lo hanno capito benissimo. Intesa Sanpaolo, nel suo Piano Industriale 2027-2029, ha citato esplicitamente l'intelligenza artificiale agentica come pilastro strategico. Non è una nota a piè di pagina: è una scelta dichiarata, confermata anche nel comunicato ufficiale relativo al primo trimestre del 2026.
UniCredit ha fatto un passo ulteriore, portando già in produzione una piattaforma basata sull'AI per la gestione dei finanziamenti alle piccole e medie imprese, con l'intenzione dichiarata di estenderla a tutti i clienti aziendali entro la fine del 2026. Nel frattempo, PwC ha aperto posizioni lavorative dedicate proprio alla gestione degli agenti di intelligenza artificiale, cercando professionisti con un profilo che fino a poco tempo fa non esisteva nei cataloghi delle risorse umane.
Tutto questo, tuttavia, rappresenta soltanto l'anticamera di ciò che sta già accadendo negli Stati Uniti, dove questo ruolo ha già un nome preciso: Agent Manager. Una figura professionale strutturata, con responsabilità definite, che supervisiona e coordina team di agenti AI all'interno delle organizzazioni. In Italia e in Europa questo titolo non è ancora entrato nel linguaggio comune delle HR, ma la traiettoria è chiara: servirà ancora tra i dodici e i diciotto mesi perché il termine si stabilizzi e si diffonda nel mercato del lavoro europeo. Un orizzonte breve, in realtà, se si pensa a quante trasformazioni richiederà.
La domanda che emerge spontanea, a questo punto, non è se questa trasformazione avverrà, ma chi sarà pronto quando avverrà. La storia del mercato del lavoro, in ogni ondata tecnologica, ha premiato chi si è formato prima che la domanda esplodesse. Chi ha imparato a programmare quando il web era ancora una novità, chi ha studiato i dati quando la parola "data science" suonava ancora esotica. Oggi il ciclo si ripete, ma con una velocità molto maggiore. Le competenze legate agli agenti AI stanno passando dall'essere un vantaggio competitivo all'essere un requisito minimo nel giro di mesi, non di anni.
Questo non significa che tutti debbano diventare ingegneri del software o specialisti tecnici. Significa, piuttosto, che capire come funzionano gli agenti AI, come si orchestrano, come si integrano nei processi aziendali e come se ne valutano le performance diventerà una competenza trasversale indispensabile, tanto per chi lavora nella finanza quanto per chi opera nella consulenza, nel marketing o nelle operazioni. Le aziende che hanno già aperto queste posizioni lo sanno bene, e si stanno muovendo di conseguenza.
Il segnale è chiaro, i dati sono pubblici, i nomi delle aziende sono quelli di tutti i giorni. Restare fermi, aspettando che il cambiamento si consolidi prima di adattarsi, significa quasi certamente ritrovarsi in coda. Chi si muove adesso arriverà primo. Gli altri, come è sempre accaduto, inseguiranno.
Fonte: Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano; comunicati ufficiali di Intesa Sanpaolo (Q1 2026), UniCredit e PwC Italia.