Gli asset digitali hanno registrato deflussi per 1,07 miliardi di dollari, la prima settimana negativa dopo sette settimane positive e il terzo maggiore deflusso settimanale del 2026, preceduto solo da due settimane a fine gennaio. Questo riflette probabilmente un rinnovato atteggiamento “risk-off” legato a tensioni geopolitiche connesse all’Iran, con deflussi concentrati su Bitcoin. Il flusso di notizie relativo al CLARITY Act, tuttavia, sembra aver migliorato marginalmente il sentiment, con 11 asset che continuano comunque a registrare afflussi significativi e la giornata di giovedì tornata positiva con $174 milioni.
A livello geografico, gli Stati Uniti hanno guidato interamente i deflussi, con 1.140 milioni di dollari in uscita. Al contrario, il sentiment europeo ha tenuto bene: la Svizzera ha registrato afflussi per $22,8 milioni, la Germania per $22,0 milioni e i Paesi Bassi per $7,5 milioni, mentre il Canada ha visto $12,6 milioni di afflussi.
Bitcoin ha registrato deflussi per 982 milioni di dollari, portando i flussi da inizio anno a $3,9 miliardi. Ethereum ha visto deflussi per $249 milioni, i più elevati dal 30 gennaio. Anche gli ETF azionari legati alla blockchain sono stati colpiti dal clima “risk-off”, con deflussi complessivi per $133 milioni.
Le altcoin hanno invece tenuto sorprendentemente bene. XRP ha registrato afflussi per 67,6 milioni di dollari e Solana per $55,1 milioni, entrambi in accelerazione rispetto alle settimane precedenti. Afflussi più contenuti ma rilevanti si sono osservati anche su Ton (7,7 milioni), Sui (4,7 milioni), Ondo (4,1 milioni), Chainlink (3,9 milioni) e Dogecoin (3,2 milioni), suggerendo che gli investitori stanno sempre più guardando oltre Bitcoin ed Ethereum per un’esposizione selettiva.
Analisi a cura di James Butterfill, Head of Research di CoinShares, la principale società di investimento europea specializzata in asset digitali e cripto-currency.