Una startup tedesca di nome Cerabyte ha delineato un percorso ambizioso che potrebbe cambiare il volto dell'archiviazione dei dati a lungo termine. L'obiettivo è quello di creare rack di archiviazione capaci di contenere oltre 100 petabyte di informazioni entro il 2030, sfruttando una tecnologia innovativa che incide i dati su sottili lastre di vetroceramica. Questo approccio non solo promette una densità di dati sbalorditiva, ma anche una longevità che supera di gran lunga le soluzioni attuali.
Durante la recente conferenza A3 Tech Live a Monaco, Martin Kunze, co-fondatore e CMO di Cerabyte, ha illustrato la visione dell'azienda. La loro tecnologia si basa sull'utilizzo di laser a femtosecondi per incidere minuscoli punti, o "nanodots", su uno strato nanoceramico spesso poche centinaia di atomi, depositato su tavolette di vetro. Questi punti, che rappresentano i dati, vengono poi letti otticamente da telecamere ad alta risoluzione. Le lastre di vetroceramica sono alloggiate in cartucce, simili a quelle delle librerie a nastro, e gestite da bracci robotici all'interno di appositi armadi.
Il vantaggio più evidente di questa tecnica è la durata. A differenza dei nastri magnetici tradizionali, la cui vita media si attesta tra i 7 e i 15 anni, la soluzione di Cerabyte promette di conservare i dati per oltre un secolo. L'azienda ha già dato dimostrazioni pratiche della resistenza del suo supporto, immergendo un campione di vetro in acqua salata bollente e "cuocendolo" in un forno per pizza a 250°C senza alcuna perdita di dati.