Anthropic annuncia la sua AI più potente e decide di non rilasciarla. O almeno non a tutti.
Anthropic ha fatto qualcosa di raro nella storia della tecnologia: ha annunciato un prodotto e, quasi contemporaneamente, ha deciso di non rilasciarlo al pubblico.

Anthropic ha fatto qualcosa di raro nella storia della tecnologia: ha annunciato un prodotto e, quasi contemporaneamente, ha deciso di non rilasciarlo al pubblico.
Il nuovo modello di intelligenza artificiale, Claude Mythos, è stato descritto dalla stessa azienda come il proprio sistema più capace mai sviluppato. Proprio per questo, però, è rimasto fuori dalla portata del pubblico e accessibile solo a una ristretta cerchia di partner selezionati.
Il motivo del blocco è tanto affascinante quanto inquietante.
Nei test interni, Mythos avrebbe dimostrato capacità di analisi della sicurezza informatica superiori agli standard attuali, riuscendo a individuare e concatenare migliaia di vulnerabilità critiche in sistemi operativi e browser di uso comune. Secondo Anthropic queste capacità, se utilizzate in modo offensivo, potrebbero risultare potenzialmente catastrofiche. Da qui la decisione: non un lancio globale, ma un accesso estremamente controllato.
Attraverso il progetto Glasswing, l’azienda ha concesso l’utilizzo del modello a un numero molto limitato di realtà, tra cui CrowdStrike, Microsoft, Apple e Google, con l’obiettivo esclusivo di rafforzare la difesa informatica. L’idea è semplice: usare Mythos per trovare e correggere le vulnerabilità prima che possano essere sfruttate da attori malevoli.
La scelta ha immediatamente acceso il dibattito. The Economist ha dedicato una copertina al tema, mentre The Guardian ha sottolineato come queste preoccupazioni emergano in un momento di forte incertezza normativa, con l’amministrazione di Donald Trump considerata meno orientata alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale rispetto ad altri contesti internazionali.
Nel frattempo, la crescita di Anthropic continua: secondo le stime più recenti, i ricavi annuali dell’azienda nel 2026 avrebbero superato i 30 miliardi di dollari, triplicando rispetto all’anno precedente.
Ma al di là dei numeri, Mythos rappresenta qualcosa di più di un semplice modello.
Segna un cambio di paradigma: l’intelligenza artificiale ha raggiunto un livello in cui la domanda non è più soltanto “cosa può fare?”, ma “cosa dovremmo lasciarle fare?”.